Area Marina Protetta estesa a Portoselvaggio, l’attesa è finita?

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La notizia che il Senato ha approvato una nuova Area di Reperimento: l’Area Marina Protetta di Capo d’Otranto e delle Grotte Romanelli e Zinzulusa, passaggio fondamentale al fine dell’Istituzione dell’Area Marina stessa, ci riempie di felicità, ma al contempo di tristezza se pensiamo che dal 2006 l’ampliamento dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo e di Nardò al tratto di mare prospiciente il Parco a terra di Portoselvaggio – Palude del Capitano è bloccato da un incomprensibile ricorso amministrativo da parte del Comune di Porto Cesareo.

Eppure stiamo parlando di tutela, salvaguardia e valorizzazione di uno dei tratti di mare ambientalmente e paesaggisticamente più rilevanti dell’intera Penisola qual’è appunto quello prospiciente il Parco Naturale Regionale di Portoselvaggio – Palude del Capitano (premiato per diversi anni con le 5 Vele di Legambiente e del Touring Club Italiano).
Infatti, il Comune di Nardò con nota prot. 45304 del 13/11/2006 manifestò interesse (agli Enti competenti) alla tutela dell’area costiera di Portoselvaggio e Palude del Capitano atteso che tale area rappresentava e rappresenta, come detto, ancora oggi una delle più belle aree costiere del territorio italiano. E’ infatti costituita da habitat in straordinario stato di conservazione, come attestato dai numerosi studi scientifici esistenti che evidenziano un ambiente marino di pregio dal punto di vista naturalistico ed archeologico, caratterizzato dalla presenza di numerose grotte sommerse. Tratto di mare che risulta immediatamente contiguo all’AMP di Porto Cesareo, gestito da un Consorzio di cui fa parte anche il Comune di Nardò in cui rientrano le aree oggetto della richiesta di ampliamento.
Ebbene, nonostante l’iter previsto per l’aggiornamento in questione sia andato avanti con l’assenso degli Enti interessati al procedimento (con la contrarietà, come noto, del Comune di Porto Cesareo), tanto da culminare nel parere favorevole della Conferenza Unificata (che esprimendosi sulla pratica favorevolmente, di fatto termina il procedimento), il Comune di Porto Cesareo, come si diceva, ha fatto al Tar Lazio per l’annullamento di tale parere.
È appena il caso di ricordare, inoltre, che, tra gli altri, a favore dell’ampliamento (viste le peculiarità ambientali dell’area interessata) si sono anche espressi il Prof. F. Boero del Di.S.Te.B.A. Università del Salento, l’ex Direttore del Di.S.Te.B.A. Università del Salento Prof. Genuario Belmonte, il Prof. Giuseppe Piccioli dell’Università del Salento (tra i fotografi subacquei più premiati al mondo), le forze Ambientaliste del territorio rappresentate dall’allora Presidente della Consulta dell’Ambiente Raffaele Onorato e i vertici nazionali di Legambiente (in particolare del Responsabile Mare Sebastiano Venneri).
Allora, alla luce di tutto ciò, e considerato che probabilmente a causa di quel lontano ricorso non è mai stato firmato il decreto di ampliamento di cui parliamo, chiediamo con forza al Comune di Porto Cesareo che nei giorni scorsi, una volta ottenuto il collettamento dei reflui che proverranno dal suo depuratore a quelli di Nardò, ha manifestato sentimenti di ritrovata unità con il Comune di Nardò, di dimostrarlo con i fatti, rinunciando al ricorso al TAR contro l’ampliamento dell’AMP ad un tratto di mare finora ingiustificatamente escluso dall’Area protetta Marina di Porto Cesareo e di Nardò, consentendo così al Ministro dell’Ambiente di firmare il decreto che arricchirebbe il Salento di una perla in più.

Mino Natalizio

Ex Assessore all’Ambiente del Comune di Nardò
Ex Consigliere di Amministrazione dell’AMP di Porto Cesareo e di Nardò

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