Asl Lecce incontra i sindaci: consegnate le linee guida per migliorare il servizio delle mense scolastiche Più controlli e più qualità. A breve la sigla di un protocollo d’intesa

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Riempire i vuoti della normativa, prevedere maggiori controlli e offrire un servizio di qualità e sicuro dal punto di vista della Salute pubblica. E’ quanto emerso stamane in Direzione generale dall’incontro tecnico, richiesto da alcuni amministratori locali, per chiarire come affrontare la questione mense scolastiche a seguito della sospensione del Centro cottura di Galatone.

I tecnici del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Lecce e dei servizi medici e veterinari – guidati dal direttore Giovanni De Filippis – hanno consegnato le linee guida predisposte già nel febbraio 2016 dall’azienda sanitaria per offrire un punto di riferimento più chiaro rispetto alle criticità emerse negli ultimi giorni.
Una necessità rispetto ad una normativa che, è stato evidenziato, non stabilisce in modo puntuale e circostanziata i requisiti tecnici, strutturali e organizzativi dei centri cottura in relazione alle loro potenzialità operative. Motivo per cui il direttore del Dipartimento di Prevenzione ha chiesto ai numerosi sindaci e amministratori locali intervenuti – tra i quali i primi cittadini di Nardò, Gallipoli, Parabita e Corigliano d’Otranto – di includere le linee guida Asl all’interno dei futuri capitolati d’appalto del servizio mensa. Lacune da colmare che il recentissimo caso di cronaca ha portato alla luce in maniera eclatante e su cui gli amministratori comunali hanno chiesto chiarimenti e consigli. “I controlli a campione li facciamo già – ha assicurato De Filippis – ma va detto chiaramente che la legge riserva all’operatore una forte assunzione di responsabilità su come organizzare e gestire il servizio. Sta alla ditta, infatti, valutare le condizioni e le caratteristiche delle strutture, dei locali e dei sistemi di preparazione e trasporto e poi comunicare il tutto e in modo puntuale all’Asl, cui competono controlli e verifiche”.
Dai sindaci è stato chiesto in modo unanime che le linee guida entrino a far parte di un protocollo d’intesa che dia maggiori certezze operative agli stessi amministratori: “Abbiamo registrato 174 casi – hanno sottolineato i sindaci – per cui siamo preoccupati e interessati a chiarire ogni aspetto”. “Dobbiamo fare un gioco di squadra – ha aggiunto De Filippis – tra Comuni, scuole e Asl per affrontare in modo organico e per le rispettive competenze l’intera vicenda”. Dai sindaci, poi, è arrivata anche la richiesta sul comportamento da assumere rispetto alla continuazione del servizio mensa da altri centri cottura diversi da quello sospeso, anche a fronte della autonoma decisione di alcuni Comuni di sospendere temporaneamente la fornitura: “Al momento – ha chiarito De Filippis – non ci sono indicazioni rispetto a nuove criticità, ma i controlli stanno continuando in ogni direzione. In particolare, va precisato che l’operatore del servizio, in caso di variazioni del numero dei pasti preparati e serviti in un diverso centro cottura, ha l’obbligo di comunicazione preventiva all’Asl”.
“Ciò che è successo – ha detto in chiusura il direttore generale Silvana Melli – ha imposto al Servizio pubblico di intervenire in modo concreto e deciso. Tuttavia, bisogna mettere paletti fermi e requisiti migliorativi sui prossimi capitolati d’appalto rispetto a qualità dei pasti, caratteristiche strutturali e igieniche di mense, locali, distribuzione e preparazione. Per questo mi sento di invitare tutti ad essere maggiormente vigili su un’applicazione puntuale e corretta di tutto quanto è previsto. Inviterei anche la Regione – ha rimarcato – a dotarsi di strumenti regolamentari, in materia di ristorazione collettiva, maggiormente puntuali rispetto alla normativa di riferimento nazionale ed europea”.
La riunione è stata aggiornata ad un prossimo appuntamento in cui, partendo dagli aspetti emersi, sarà siglato un protocollo d’intesa in grado di dare certezze sui temi della salute e della sicurezza a bambini, famiglie e amministratori, con un rafforzamento generale delle previsioni di legge. In più, l’impegno da parte della Asl a potenziare i piani di controllo con maggiori interventi nei centri di cottura e nelle mense scolastiche rispetto ad una normativa che, sostanzialmente, affida il delicatissimo sistema della ristorazione in mensa all’autocontrollo, alla responsabilità e all’etica degli operatori del servizio.

La normativa regionale non stabilisce i dettagli tecnici dei centri cottura? Ci pensa la Asl che fornisce ai sindaci le linee guida per l’affidamento del servizio.
L’incontro tecnico che si è tenuto oggi tra la direzione della Asl e alcuni sindaci che l’avevano richiesto è servito, eccome. Al centro della convocazione, ovviamente, la tutela della salute degli alunni e i numerosi dubbi rivolti dagli amministratori al dott. Giovanni De Filippis, responsabile del Dipartimento di Prevenzione, che ha consegnato le linee guida elaborate e pronte già da da 8 mesi.
In una nota stampa la Asl fa sapere che dall’incontro è emerso che occorre riempire i vuoti della normativa, prevedere maggiori controlli e offrire un servizio di qualità e sicuro dal punto di vista della salute pubblica. D’ora in avanti – ha invitato la Asl – i comuni inseriranno le linee guida nei capitolati di appalto del servizio mensa. Questo per scongiurare quello che è accaduto nei giorni scorsi nel centro di cottura di Galatone. In tutto – è stato detto stamattina – sono stati registrati 174 casi di malessere collettivo. Al tavolo erano presenti, fra gli altri, i sindaci di Nardò, Gallipoli, Parabita e Corigliano d’Otranto.
«Va detto – ha assicurato De Filippis – che la legge riserva all’operatore una forte assunzione di responsabilità su come organizzare e gestire il servizio. Sta alla ditta, infatti, valutare le condizioni e le caratteristiche delle strutture, dei locali e dei sistemi di preparazione e trasporto. Noi in ogni caso i controlli li facciamo già».
«Ciò che è successo – ha detto il direttore generale Silvana Melli – ha imposto al Servizio pubblico di intervenire in modo concreto e deciso. Tuttavia, bisogna mettere paletti fermi e requisiti migliorativi sui prossimi capitolati d’appalto rispetto a qualità dei pasti, caratteristiche strutturali e igieniche di mense, locali, distribuzione e preparazione. Per questo mi sento di invitare tutti ad essere maggiormente vigili su un’applicazione puntuale e corretta di tutto quanto è previsto. Inviterei anche la Regione a dotarsi di strumenti regolamentari, in materia di ristorazione collettiva, maggiormente puntuali rispetto alla normativa di riferimento nazionale ed europea».
In una prossima riunione sarà siglato un protocollo d’intesa per dare certezze sui temi della salute e della sicurezza a bambini, famiglie e amministratori.
Da parte sua la Asl si impegna a potenziare i controlli nei centri di cottura e nelle mense scolastiche. Perché la normativa attuale affida sostanzialmente il delicatissimo sistema della ristorazione in mensa all’autocontrollo, alla responsabilità e all’etica degli operatori del servizio.

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