CAVALCAFERROVIA, IL SINDACO MELLONE CHIEDE ALLA PROVINCIA DI ACCELERARE

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Il sindaco Pippi Mellone ha scritto oggi al presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone chiedendo un’accelerata ai lavori per la realizzazione del cavalcaferrovia e per la sistemazione viaria della ex strada statale 174 tra Nardò e Galatone, di cui al contratto d’appalto sottoscritto tra l’ente di Palazzo dei Celestini e l’impresa “Antonio Magno” di Copertino.

Per questo intervento, inaugurato a febbraio 2017, l’Anas ha emesso una ordinanza di chiusura dell’arteria sino al mese di settembre 2018.

“In questi mesi – scrive il primo cittadino – stiamo registrando una serie di problematiche a causa del fatto che le soluzioni alternative per raggiungere la città di Galatone (strada provinciale tra Santa Maria al Bagno e Galatone, direttrice della zona industriale o strade secondarie) non risultano essere particolarmente agevoli e sicure. Oltre al fatto di non poter usufruire delle uscite verso la strada 101 in direzione Lecce e in direzione Gallipoli. I disagi ovviamente riguardano non solo le necessità di mobilità di chi da Nardò deve raggiungere Galatone e viceversa, ma anche le esigenze di diverse attività commerciali nei due centri e in particolare di quelle poste nelle vicinanze dei rispettivi ingressi. È evidente che un periodo di difficoltà dovuto al cantiere era ampiamente prevedibile, ma devo prendere atto che in effetti la situazione è significativamente più grave di quella che temevamo, come molti opportunamente ci segnalano.
“Nel pieno rispetto delle esigenze tecniche dell’intervento e della relativa tempistica – è la richiesta del sindaco Mellone – le chiedo di verificare con il soggetto esecutore e la direzione tecnica la possibilità che lo stesso sia concluso prima dei tempi previsti e in subordine che entro la conclusione sia possibile aprire al traffico l’arteria almeno in modo parziale. Ciò a beneficio soprattutto delle comunità di Nardò e Galatone e in particolare di chi vanta ragioni di tipo lavorativo, commerciale ed economico messe a dura prova dalla chiusura dell’arteria”.

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