FESTA PATRONALE E TRADIZIONI, PATTO TRA COMUNE, COMITATO E SCUOLE

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È stato sottoscritto nei giorni scorsi un protocollo d’intesa tra l’amministrazione comunale, il comitato feste patronali “San Gregorio Armeno” e i tre istituti di istruzione secondaria di secondo grado della città, “Ezio Vanoni”, “Galileo Galilei” e “Nicola Moccia”, al fine di un maggiore coinvolgimento delle scuole nella promozione di tradizioni, usi, costumi e storia cittadina (peraltro, come “tappa” di un percorso educativo), in particolare della tradizione religiosa e folkloristica da tramandare alle nuove generazioni di neretini.

In occasione della festa patronale, ma anche in altri periodi dell’anno, il Comune, il comitato e gli istituti, di fatto, si sono impegnati nella realizzazione di attività e iniziative finalizzate a questi scopi (anche con il coinvolgimento di altri livelli scolastici). A siglare il protocollo l’assessore alla Cultura Ettore Tollemeto, il presidente del comitato Cosimo Caputo e i dirigenti dei tre istituti.

“L’obiettivo dell’intesa – spiega l’assessore alla Cultura Ettore Tollemeto – è coinvolgere le scuole della città non solo nella organizzazione di iniziative in grado di arricchire l’appuntamento della festa patronale, ma in generale nella promozione delle nostre tradizioni, non solo religiose. La festa, le tradizioni, gli usi e i costumi di Nardò, del resto, sono patrimonio comune che va difeso e trasmesso a chi verrà. L’entusiasmo e la freschezza di tanti giovani studenti sono ovviamente carburante per questo grande lavoro sulla identità della città. Per questo mi sento di ringraziare sia le dirigenze scolastiche che il comitato, che come al solito non lesina sforzi per la comunità”.
“È molto bello – aggiunge l’assessore all’Istruzione Maria Grazia Sodero – il fatto che le scuole diventino parte attiva della festa, ma soprattutto siano i soggetti a cui sostanzialmente affidiamo un lavoro essenziale come può essere la cura delle tradizioni da tramandare ai neretini di domani. Sono orgogliosa che le scuole della città possano essere protagoniste di tutto questo”.

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