L’Amministrazione Risi non era la banda del buco…

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E’ di queste ore il Decreto con il quale la sezione regionale della Corte dei Conti ha rigettato il ricorso della Procura contabile, partito da un esposto degli allora consiglieri Mellone e Capoti (oggi sindaco e vicesindaco pro-tempore) ed ha stabilito che l’Amministrazione Risi non era la banda del buco, adombrando, al contempo, seri dubbi sulla gestione finanziaria del Comune di Nardò guidata dal trio Mellone – Lupo – Falco.
Il Partito Democratico di Nardò esprime soddisfazione ed al contempo preoccupazione per questo provvedimento che ristabilisce, prima di tutto, dignità agli amministratori della precedente consiliatura, sui quali i ciechi esecutori di ordini del Sindaco pro-tempore hanno fatto ricadere l’accusa infamante, con il consueto e nauseabondo utilizzo dei 6×3, che i soldi chiesti dalla Magistratura contabile fossero il frutto di una illecita gestione.
Oggi la Corte dei Conti stabilisce la verità dei fatti, ossia che la Giunta Risi, coadiuvata dalla dott.ssa Castrignanò, in quel tempo Dirigente al ramo, riuscì a traghettare il Comune di Nardò attraverso la disastrosa e allegra gestione finanziaria del Sindaco Vaglio e del Dirigente Falco, entrambi tornati in auge (dopo essere stati entrambi archiviati negli anni scorsi) nella maggioranza Mellone.
Sorprende e lascia perplessi la condotta del Dottor Falco, odierno dirigente del settore finanziario, le cui controdeduzioni fornite alla Magistratura contabile si sono rivelate erronee e inattendibili, a causa delle quali è rimasta in piedi un’accusa che si è poi rivelata infondata.
È proprio sull’aspetto della gestione finanziaria di questa Amministrazione, alla luce di quanto poc’anzi detto, che si concentrano tutte le preoccupazioni del Partito Democratico, visto che, se queste sono le premesse, ci si aspetta che il nostro Comune sia chiamato a pagare ben più dei circa 11.000 euro di spese legali cui l’Ente è stato condannato per questa strampalata azione giudiziaria messa in piedi dall’amministrazione peggiore di sempre.

Infine, un appello a coloro che siedono in maggioranza. Dimettetevi! Un gesto di dignità che salverebbe anche le vostre tasche.

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