Lettera aperta al Sindaco di Nardò Avv. Giuseppe Mellone

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Egr. Sig. Sindaco,
ho riflettuto molto prima di scrivere queste righe e chiedere ai siti di informazione la cortesia di pubblicarle.
Il motivo della mia decisione un post scritto dal suo portavoce, peraltro pagato con i soldi dei contribuenti, pubblicato su una pagina FB intitolata “ Fan di Pippi Mellone” nel quale si attacca la Dott.ssa Graziana Ronzino, oncologa, colpevole di aver commentato un passaggio del suo intervento nell’ultimo consiglio comunale. Intervento nel quale Lei asseriva riferendosi ai precedenti amministratori della nostra Città : “ sono stati il cancro, la peste bubbonica, hanno distrutto l’economia di una città, hanno distrutto una città, una città che sta facendo cicli di chemioterapia… e questo è l’ultimo ciclo di una malattia che ha infestato questa città….”. Nel ricordarLe che alcuni dei “ vecchi amministratori” fanno parte della sua maggioranza e tralasciando le sue considerazioni politiche vorrei focalizzare l’attenzione sulle parole “ peste bubbonica” “ cancro” “chemioterapia”. Una metafora la sua. Sicuramente. Una metafora spregevole. Lei forse non sa che la “peste bubbonica” determinò la morte di oltre un terzo della popolazione europea nel 1300, oltre 25 milioni di donne, uomini, bambini. E nell’immaginario collettivo la “ peste bubbonica” è “ la morte nera”. Malattia diffusa da pulci e ratti. Lei forse non sa che il cancro miete circa 200.000 vittime l’anno. Ogni giorno muoiono di cancro circa 500 persone. Lei forse non sa che fino a qualche anno fa la parola cancro non veniva nemmeno pronunciata tanto evocava paura e disperazione. Si diceva “ male inguaribile”, “guaio”. Lei parla di “chemioterapia”. Credo che Lei non abbia la più pallida idea del significato della parola e dei suoi effetti. La sua reale o presunta ignoranza non la giustifica. Lei non si è fatto scrupoli nell’utilizzare parole che evocano nell’inconscio collettivo paura, disperazione, terrore, sofferenza nel miserevole intento di colpire i suoi “nemici” , perchè così li definisce Lei, politici. Non è il primo politicante che utilizza la metafora del cancro. Ciò non rende meno vergognoso il suo comportamento. Così come non meno ignobile è il tentativo dei suoi supporter di far credere che chi denuncia pubblicamente questi esecrabili comportamenti sia in malafede o “strumentale” . Egregio Sindaco chi ha vissuto sulla propria pelle e/o su quella dei propri familiari il cancro e le sue conseguenza e che chi scrive ben conosce , chi quotidianamente vive con le persone affette da questa malattia e condivide le sofferenze e angosce loro e dei loro familiari dovrebbe solo e soltanto meritare rispetto. Non so se Lei e i suoi sostenitori, che evidentemente condividono quanto da Lei affermato non avendone preso le distanze, riuscirete a comprendere il reale significato di questo scritto e delle parole della Dott.ssa Ronzino. In un paese civile Lei si sarebbe dovuto dimettere. Non avverrà. Abbia l’umiltà di chiedere scusa. Auguro sinceramente a Lei e a tutti i suoi sostenitori di non dover mai avere a confrontarsi con quelle malattie che Lei così leggermente, volgarmente, strumentalmente ha utilizzato come arma di lotta politica.

Lucio Tarricone

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