Lettera di un turista al Salento

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Sono approdato da te una mattina, alle prime luci dell’alba, dopo una bella nottata in autostrada. Ogni tanto un caffè caldo e poi tanta voglia di stendermi al sole delle tue dorate spiagge. Ti ho scoperto dopo anni di soste presso rinomate riviere, dopo scambi di esperienza con amici durante le ore di lavoro o il tempo libero.
Ho cliccato per conoscerti meglio, ho letto, cercato notizie sulla tua arte e la tua storia. Insomma ho tanto sentito parlare di te che quest’anno ho pensato bene di cambiare rotta.

Mi sono spostato con la mia famiglia nell’unico intervallo di vacanza che il lavoro mi ha consentito, calcolando spese equilibrate e scegliendo le tue località per il mare limpido e quegli scorci bianchi dalla bellezza mediterranea ammirati in cartolina, per le pietre e i muretti a secco merlettati di fichidindia, per quelle ciotole di pane cotto che voi chiamate “friseddhe”, da gustare con una generosa manciata di pomodori e capperi, su un tavolino sotto a un ulivo. Ti ho scelto, dalla Liguria in giù, per un bicchiere di negroamaro da sorseggiare in una serata sotto le stelle con pochi intimi, inebriato solo da quelle note indimenticabili della tua pizzica. Ho girato le tue piazze, tra lo spettacolo del barocco e i profumi delle tradizioni. Ho percorso le tue vie, ammirato le logge, fotografato i portali, i palazzi, le ville, le insenature, le torri, le masserie. Ho calpestato la tua sabbia al suono delle onde e respirato la brezza profumata di tramontana fino a tarda sera, dopo il tramonto e oltre. E che dire de tuoi sapori? Sei davvero una Terra unica!
Mi porto tutta la ricchezza che questi giorni di vacanza mi hanno regalato, la gioia di vivere e la serenità che ho provato facendo i percorsi in barca, tra gli specchi di grotte incastrate nel cuore azzurro del mare. Devo dirti grazie Salento per questo oceano di bellezza che sei.
Tuttavia sarei ipocrita se non mi fermassi a guardarti con l’atteggiamento critico di chi ha viaggiato tanto e conosciuto molteplici realtà nazionali ed estere. Per questo devo dirti, con gli occhi del turista, che potresti migliorare molto. Devi scuotere gli amministratori, sensibilizzare quelle autorità che, prive di slancio e amore per il proprio territorio, ti lasciano arenata in una mediocrità che la tua bellezza non merita. Devi farti avanti con proposte costruttive, con idee aperte al bene comune e ad una gestione proficua delle tue risorse.
Caro Salento, con gli occhi del turista, sento la necessità di suggerirti che hai bisogno di farti liberare con urgenza da quegli accumuli di rifiuti ed erbacce che infestano alcuni tuoi accessi al mare, da quei parcheggi selvaggi a ridosso delle tue marine, da quegli addetti ai lavori poco eleganti che, con fare burbero, non sanno cosa sia un sorriso gentile o la comunicare informazioni agli altri in lingua corretta. Devi proporre servizi intelligenti, a portata di tutti. Muoviti, urla, non mollare. Tu non hai bisogno di una classe politica che si attacca a vicenda, tu hai bisogno di menti geniali che sappiano promuovere le proposte valide anche quando nascono dagli spalti avversari. Turismo è accoglienza, gioia dell’ospitalità, condivisione, apertura, gestione competente delle strutture e dei servizi, soluzione sorprendente di storiche problematiche. Non basta privatizzare, occorre migliorare e creare possibilità per tutti. Turismo è cultura dell’accogliere e capacità di stupire gli altri con i propri “tesori”.
Con molta probabilità, il prossimo anno, tornerò da te. Potrò fermarmi di nuovo su un tuo lungomare ad assaggiare i ricci con il pane o un piatto di cozze crude accompagnate dal limone. Potrò di nuovo ammirare le mani dei pescatori che rattoppano le reti sul molo con maestria e pazienza. Ma ti prego, splendido Salento, non darti in pasto a chi vuole solo sfruttarti per il proprio tornaconto.

Tu vali molto, molto di più. Tu vali il mondo intero, con il tuo mare, lu sole, lu ientu! Allora … arrivederci straordinaria Terra del Sud.

Rosi Fracella

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