Mellone preferisce impressionare l’opinione pubblica, sparando la cifra di 425 mila euro in cinque anni

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Con le sue recenti dichiarazioni, il sindaco Mellone sembra voler mettere il suo cappellino anche sul grande lavoro di restauro e recupero di immobili comunali, quali il Chiostro dei Carmelitani e il Palazzo “ex Pretura” di Piazza Salandra, compiuto dalle precedenti amministrazioni. Annunciando l’imminente trasferimento di uffici e servizi comunali in queste nuove sedi, Mellone tralascia volontariamente di riconoscere le realizzazioni di chi l’ha preceduto e scompiglia deliberatamente le destinazioni d’uso che l’Amministrazione Risi aveva riservato a quelle unità immobiliari.

La previsione della Giunta Risi di ubicare negli ambienti restaurati del Chiostro dei Carmelitani uffici tecnici e nel Palazzo ex Pretura lo studio del Sindaco e la sala della Giunta Comunale rispondeva molto più concretamente all’esigenza di rivitalizzazione del centro storico, richiesta a gran voce dagli esercizi commerciali che operano in quell’area. Proprio per questo motivo, era stato dato un forte impulso al recupero di quelle unità immobiliari. Allora, qual è la svolta epocale di cui parla Mellone? La scelta non è stata sua, il lavoro non è stato il suo. Si sta soltanto limitando a dare corso, con qualche modifica, a ciò che era stato costruito da Risi. Vogliamo in ogni caso capire alcune cose. In particolare, vorremmo renderci conto del motivo per cui l’attuale sindaco ha deciso di gettare nel cestino le trattative già in stadio avanzato con la Guardia di Finanza – e la relativa delibera del Consiglio Comunale – per lo spostamento a Nardò, al primo piano dell’ex Tribunale di Via XX Settembre, della sede della Tenenza GdF attualmente ospitata a Porto Cesareo. Non ci piacerebbe venire a sapere di una eventuale antipatia di Mellone nei confronti della Guardia di Finanza. Vorremmo anche capire come concilia Mellone il ricorso presentato dalla sua amministrazione contro lo spostamento a Lecce degli Uffici del Giudice di Pace con la destinazione da lui ora prevista per l’immobile di Via XX Settembre. E magari, potrebbe anche dirci perché ha rinunciato ad ospitare sempre in quell’immobile (non siamo noi ad averlo promesso) le attività della Scuola Elementare di Via Marzano, della cui riedificazione peraltro non si parla più, nonostante la previsione nel bilancio comunale 2016 (quello di Risi, copiato da Mellone) di un milione di euro per cofinanziare l’opera (ulteriori 1,5 milioni rappresentano il finanziamento regionale). Il sindaco Mellone dica chiaramente ai genitori e agli insegnanti degli scolari se ha rinnegato l’impegno a ricostruire, ora e non chissà quando, l’edificio di Via Marzano. C’è anche da comprendere per quale motivo la Giunta Mellone non ha fatto alcun cenno all’eventuale utilizzo – così come in precedenza era stato previsto – degli ampi locali di proprietà comunale ubicati in Via Saragat (ARCA Palace), per i quali era stato pure realizzato il cablaggio telefonico e informatico nei primi mesi del 2016. C’è qualcosa sotto? Infine, ci puo’ spiegare il sindaco Mellone come fa risparmiare 85 mila euro all’anno (lui preferisce impressionare l’opinione pubblica, sparando la cifra di 425 mila euro in cinque anni), se il costo totale netto degli affitti risparmiati – per i quali sono state avviate le disdette dei contratti – di Via Volta (al netto dell’importo versato al Comune da alcune società telefoniche) e di Via San Pietroburgo (al netto dell’importo rimborsato dalla provincia) ammonta a meno di 39 mila euro?

Rino Giuri, Coordinatore Circolo PD Nardò
Daniele Piccione, Capo Gruppo Consiliare PD Nardò
Marcello Risi, Consigliere Comunale Nardò

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