Non possiamo non ringraziare quanti hanno partecipato alla presentazione del nostro libro…

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Non possiamo non ringraziare quanti hanno partecipato alla presentazione del nostro libro, Quanto ti ho amata, Italia mia! I Neritini nella Grande Guerra (1915-1918), edito da Congedo, 2017, che si fregia della copertina raffigurata dal maestro Franco Calabrese e che raccoglie anni di ricerca con la collaborazione di Antonio Fernando Manieri e Salvatore Calabrese.

La presentazione si è svolta presso la chiesa dell’Incoronata, un luogo solenne e suggestivo per la sua bellezza ma soprattutto per il ruolo sicuramente svolto durante il periodo bellico, quale meta di devoti richiedenti grazie alla Madonna per i propri cari al fronte.
Una cornice profondamente idonea all’argomento del libro!
La presenza numerosa e qualificata dei partecipanti, che hanno avanzato di gran lunga le 250 sedie messe a disposizione, è stata la dimostrazione di quanto e come i cittadini di Nardò siano legati alle proprie vicende storiche, in particolar modo se si tratta di pagine di eroismi, di sacrifici, di sofferenze e di morte per grandi ideali, vissuti dai propri cari.
Ai partecipanti siamo profondamente grati.
Si tratta, sempre e comunque, di cittadini, studiosi e non, che avvertono la sensibilità di condividere questi momenti, in cui ad essere protagonisti non sono oggetti o cose, bensì persone delineate in eventi molto più grandi della loro quotidianità, come può essere la guerra, con le proprie coscienze e i propri ideali, le proprie contraddizioni e le proprie ansie, tutte accomunate dalle radici di provenienza e dalla fede religiosa, tenuto anche conto che presenti sul fronte ci furono non pochi sacerdoti di Nardò.
Non la validità o meno del libro proposto, ma quello che racchiude, come scrigno prezioso di memorie e di sentimenti, ha trovato eco e attenzione in chi si sente ed è parte della coscienza culturale, morale e religiosa della città di Nardò dinanzi ad un evento storico così straordinario, qual è stata la Grande Guerra.
Vivo è, pertanto, il nostro ringraziamento alle autorità presenti non neritine, che hanno accolto l’invito: il col. Carlo Solazzo, comandante del Centro Documentale di Lecce, accompagnato dal cap. Donato Faggiano; il vice questore aggiunto dott. Pantaleo Nicolì, commissario di P.S. di Nardò; il luogotenente Giuseppe Serio, comandante della Stazione dei Carabinieri di Nardò; e alle autorità neritine: alcuni consiglieri comunali; il ten. col. Cosimo Tarantino, comandante della Polizia Locale; le dirigenti scolastiche: professoresse Emila Fracella e Tommasa Presta; e responsabili di associazioni culturali, come il prof. Alfredo Sanasi dell’Associazione Cultura Classica; il prof. Giovanni Però e l’ins. Silvana Muci dell’Unitre; il prof. Cosimo Rizzo della Società di Storia Patria.
Non minore, per il loro saluto inviato per iscritto, è il ringraziamento all’on. Domenico Rossi, sottosegretario alla Difesa, e al gen. di Corpo d’Armata Salvatore Farina, salentino d’origine, comandante NATO.
Il tempo trascorso nella chiesa dell’Incoronata, messa a disposizione dal parroco don Camillo De Lazzari, che con la collaborazione di don Massimo Cala e attivi parrocchiani ha restituito alla cittadinanza questo storico luogo di culto, è stato qualitativamente segnato dall’efficace saluto rivolto dall’avv. Marcello Risi, già sindaco di Nardò; dalla puntuale, scientifica e organica relazione della prof. Maria Marcella Rizzo, dell’Università del Salento; dalle toccanti letture, tratte dal libro, ben interpretate da Rosi Fracella e Realino Miceli con sottofondo musicale curato da Giovanni Malacari; e dalla sapiente conduzione di Lori Fracella.
I presenti, avvertendo la sensibilità di rendere omaggio a soldati e civili, sacerdoti e militari, ai tanti giovani e donne di quel 1915-1918, hanno concretamente reso un servizio di amor patrio, di nobiltà umana e di condivisione religiosa.
Ancor più per l’esposizione della Bandiera del 139° Reggimento Fanteria, salvata dal fango, intriso di sangue, in una delle tante battaglie cruenti dal sottotenente Angelo Onorato, concessa per l’occasione dal nipote Raffaele.
Così come organizzata, la serata aveva ben altre motivazioni e non soltanto quella della presentazione del libro, che pur è costato un lungo lavoro di ricerca, di studio e di riflessioni e che, solo grazie ai contributi di privati, ha potuto essere stampato.
Né si può non sottolineare che la serata ha dato anche inizio ad una serie di iniziative, che si snoderanno fino al 2019 con una programmazione elaborata del Comitato Organizzativo delle manifestazioni per il Centenario della Grande Guerra (1915-1918) a Nardò, riconosciuto formalmente nel 2016 dall’Amministrazione Comunale allora retta dal sindaco Marcello Risi e riconfermato in questo mese di giugno dall’attuale Amministrazione Comunale con sindaco Giuseppe Mellone.
Il comitato ha avuto il riconoscimento da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il patrocinio della Regione Puglia (per ogni singola iniziativa), della Provincia di Lecce e del Gal Terra d’Arneo. Oltre a studiosi e ricercatori, fanno parte del Comitato Associazioni militari, Associazioni culturali e tutte le Scuole cittadine, per le quali, in particolare è stato bandito un concorso, che scade nella primavera del prossimo anno.
Il prossimo appuntamento è per il 23 luglio 2017 con un concerto in piazza Salandra, tenuto dalla “Cittadella dei Ragazzi”, con canti militari e civili d’epoca e letture di brani. Nel corso della manifestazione si ricorderà anche l’evento del bombardamento di Nardò, avvenuto appunto il 23 luglio 1943. Si partecipa gratuitamente.

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