“Nonostante che in provincia di Lecce siano stati chiusi 7 Ospedali”…

Si prosegue da parte di alcuni sindaci ed amministratori, irremovibili, ad insistere per il progetto di costruzione dell’Ospedale sulla Maglie-Melpignano.

Nonostante che in provincia siano stati chiusi 7 Ospedali, negli ultimi anni, e sebbene quelle strutture ospedaliere siano ancora in piedi e all’epoca vennero spesi milioni per adeguarli alle nuove normative.

Si continua a volere imperterriti una riunione urgente della conferenza dei servizi, e dei consigli comunali interessati, con faccia tosta con il disegno preciso di spendere altri, almeno 75, milioni di euro.

C’è in corso una crisi pandemica umanitaria, abbiamo l’urgenza sanitaria, sociale ed economica, che sta attanagliando l’intera nazione, e il pianeta , una crisi strutturale del sistema capitalistico e neo-liberista, il fallimento delle politiche sanitarie dei governi di destra e sinistra, negli ospedali il personale non ha mascherine e non si praticano i tamponi per testare la positività del Covid-19, scarseggiano le attrezzature sanitarie come i Dispostivi di Protezione Individuale per il personale del 118; mancano respiratori e terapie intensive, perché in questi ultimi dieci anni si è pensato a tagliare posti-letto e ospedali, e ci sono amministratori locali che speculano in questo momento doloroso per chiedere la costruzione di un nuovo ospedale.

Si è dovuto combattere anni per chiedere l’apertura del DEA di Lecce, che ancora fino a qualche giorno fa era in forse, e adesso al posto di chiedere la riapertura dei piccoli ospedali, vuoti e magari molti forniti pure di attrezzature, si smania a volere una mega struttura sanitaria nel basso Salento.

Ma per compiacere chi?

I lavoratori della sanità, i più esposti in questo momento e sotto stress, che oggi tutti simulano di voler lodare e ringraziare, a parole e senza compenso adeguato, sono stati, per decenni, depredati dei loro diritti.

Dileggiati come fannulloni perché (a dire dei benpensanti) lavoravano in ospedali pubblici senza far nulla.

Adesso gli stessi operatori sanitari, gli unici che dovrebbero reclamare e dire qualcosa (e non i sindaci o amministratori del basso salento) magari reagire agli insulti ricevuti, e pretendere di lavorare in sicurezza, protetti, in strutture sanitarie idonee.

Quindi non servono nuovi mega ospedali, progettati da studi di eminenti architetti di fama internazionale, dalle parcelle milionarie, ma il ripristino di ospedali pubblici già esistenti, con impiego di DPI idonei per i lavoratori, che curino con tranquillità gli ammalati, sapendo di non correre il rischio di essere contagiati dal coronavirus.

Maurizio Maccagnano

sindacalista dissidente

dei COBAS P.I. Lecce