Un geografo, un leudo e i pescatori: in rotta verso le nostre radici

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Un cielo stellato molto simile a quello delle notti in mezzo al mare, quando con un albero maestro inclinato di traverso verso prua e una vela latina, si è sospinti dal vento verso l’approdo. Una musica molto simile ai canti intonati dalla gente del mare quando, rincasando dagli sbarchi, si ritrovava a riva con le mani ruvide di sale e lo sguardo colmo di azzurro. Una storia fatta di barche, rughe, parlate popolari, vele, rotte commerciali, sogni tutti da scoprire, ricostruire e comunicare agli altri, a chi non lo sa e non sa quanto straordinaria sia la mappa dei significati del proprio territorio.
E’ stato questo mare di ricordi, radici, sorprese ed emozioni a caratterizzare la conferenza tenuta nel palazzo della città di Nardò dal prof. Giuseppe Piccioli Resta nella serata di ieri, domenica 29 settembre. Protagonista assoluto dell’originale canovaccio è stato proprio lui, il leudo ligure e la sua comparsa a Nardò. La conferenza, organizzata da Archeoclub, ha permesso di cogliere conoscenze impensabili riguardo il caratteristico veliero e di riscoprire tracce della sua presenza nel mare di Gallipoli e, con probabilità, anche in quello di Santa Maria al Bagno. La raccolta di testimonianze di alcuni pescatori della marina di Nardò ha dimostrato infatti che i leudi liguri approdavano nel mare delle località salentine per acquistare del buon vino e altri prodotti locali, mentre smerciavano manufatti tipici dei territori intorno a Genova. Una barca dunque, degli uomini, tanta vita intrisa di sacrifici e condivisione, vele e pagine. Non solo! Segno tangibile della storia raccontata e illustrata con simpatia e profondità è stato il leudo (Angelina 1) ricostruita 1:15, esposta per la meraviglia di tutti, ricostruita dallo stesso geografo Piccioli Resta: un sogno realizzato anche per tutta la città di Nardò.

Rosi Fracella

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